I mercati dei prodotti agricoli 2020/30 rilevano una domanda più esigente in termini di quantità, qualità e proprietà organolettiche, biodiversità, benessere sociale e ambientale, sicurezza, tracciabilità e prossimità.
La ricerca di un valore aggiunto salutare, economico ed ecologico da parte delle imprese che esercitano ed eserciteranno la sperimentazione di tecnologie innovative nel settore agricolo deve fondarsi su una definitiva modernizzazione dei parametri d’azienda per sostenibilità, flessibilità, efficienza e semplificazione procedurale.
FORTITUDO® intende offrire per e con i consumatori, la distribuzione, la produzione e la ricerca applicata attraverso un sistema integrato di consulenza nelle aree tematiche di analisi, progettazione e gestione nell’ambito architetturale e delle problematiche tecnologiche, come il ciclo delle acque, del carbonio, dell’ossigeno e del fotoperiodo, artificiale e/o naturale, del miglioramento biotech, della circolarità economica, formativa e promozionale nello scenario consolidante di una sempre più auspicata green deal revolution 2020/30 ed olt*
Attività primaria CCIAA 2025
Lo sviluppo di idee, progetti, prodotti e servizi verso i principi della sostenibilità ESG. Le attività di training e coaching, education, formazione ed istruzione tramite conferenze, seminari, corsi di sostenibilità e innovazione. L’attività analitica, progettativa e gestionale degli studi di architettura e della creazione nelle arti visive verso la sostenibilità ESG, il risparmio ed efficientamento energetico. L’attività analitica, di ricerca operativa e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze sociali. La ricerca applicata, la sperimentazione e lo sviluppo integrato di prodotti e servizi ad alto valore tecnologico negli ambiti delle scienze naturali e dei loro cicli.
Attività secondaria CCIAA 2025
La progettazione, consulenza e commercializzazione di: – impianti, anche modulari, per la coltivazione fuori suolo di prodotti ortofrutticoli, florovivaistici e per il benessere animale; – sistemi di automazione e controllo, anche da remoto, per il miglioramento dell’efficienza e della qualità produttiva; – sistemi di trattamento e controllo atmosferico, dell’acqua e per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il controllo remoto degli impianti e dei sistemi di automazione. L’implementazione di sistemi domotici. La gestione energetica intelligente di impianti.
Codici ATECO 2025
72.10.29 Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle altre scienze naturali e dell’ingegneria n.c.a.
71.11.09 Attività di architettura n.c.a.
72.20.09 Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle altre scienze sociali e umanistiche
85.69.01 Consulenza scolastica e servizi di orientamento scolastico
85.52.09 Altra formazione culturale
90.12.00 Attività di creazione di arti visive
(nca sta per non classificata altrove)
Nature_lab 2022: Macro_finalità cogentemente immediata e scientificamente inconfutabile della transizione ecologica e culturale risulta e risalta essere il rallentamento, la stabilizzazione, , l’arretramento delle emissioni carboniche in atmosfera, suoi corollari sistemici razionalmente conseguenti risultano e risaltano essere il controllo e la precisa, programmata e pianificata diminuzione dell’impronta idrica, green water, blue water & grey water footprint, del suo impatto distorcente sull’equilibrio locale e sul pianeta, nonché la lotta agli agenti inquinanti nell’acqua, dentro le falde, in atmosfera, nel suolo e sottosuolo, nelle catene e nelle abitudini e stili alimentari, sul benessere animale. La filiera percettiva, continuativa e quindi cognitiva impostata macro_educativa quale univoca, finalità approntata durante la pandemia dalla direzione di ‘education’ e sperimentata felicemente durante tutti gli ultimi convegni e workshop nelle scuole ed istituti di riferimento, assume una netta configurazione sistemica quanto vettoriale a verso volutamente come inequivocabilmente rigido: percezione ambientale, transizione ecologica, digitale e culturale, continuità civica, circular education©. Il collante epistemologico che unirà le aree tematiche e gli ambiti esperienziali qui anticipati: *Green_lab, *Land_lab, *Beyond_food market, *Circular_experience, risulta e risalta nell’acquisizione misurabile di competenze come apprendimenti meta_cognitivi ed al contempo inter_ quanto ultra_disciplinari; in ascensione per età: educazione ambientale, convivenza e cittadinanza, senso d’iniziativa, competenze sociali e civiche, imparare ad imparare, competenze matematico_scientifico_tecnologiche / STEM, saperi tecnologici critici, meta_cognizioni delle nuove epistemologie.
Riferimenti ordinamentali: Novara 21/07/2021 Costituzione della RI 27.12.1947; dpr 275/1999; dlgs 226/2005; dm 254/2012; UNations sustainable development agenda 2030 25.09.2015; legge 20.08.2018 n 92;
Riferimenti culturali: William Stapp, Enviromental education, Michigan Univ 1969; MIT, The limits to growth, 1972; Onu, Carta di Belgrado 1975; Unesco, Conferenza di Tbilisi sull’educazione ambientale, 1977; Miur MinAmb, Carta dei principi per l’educazione ambientale orientata allo sviluppo sostenibile e consapevole, Fiuggi 1997; COP3, Protocollo di Kioto, 1997;
Finalità della rete: Con il presente protocollo di Rete i soggetti aderenti si impegnano a promuovere nel tessuto sociale di appartenenza alcuni target dell’Agenda ONU 2030 e a condividerne le esperienze e i risultati, ed in particolare: ● Obiettivo 2: Raggiungere la sicurezza alimentare ● Obiettivo 3: Assicurare la salute e il benessere ● Obiettivo 4: Fornire una formazione di qualità ● Obiettivo 7: Energia pulita e accessibile ● Obiettivo 9: Costruire infrastrutture resilienti ● Obiettivo 11: Rendere le città inclusive e sostenibili ● Obiettivo 12: Consumo responsabile ● Obiettivo 13: Promuovere azioni per combattere i cambiamenti climatici ● Obiettivo 15: Proteggere e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre La Rete, del pari, si ispira al recente piano del Ministero dell’Istruzione RiGenerazione Scuola, che mira a rafforzare la funzione educativa della scuola per ricostruire il legame fra le diverse generazioni, per insegnare che lo sviluppo è sostenibile se risponde ai bisogni delle generazioni odierne e non compromette quelle future, per imparare ad abitare il mondo in modo nuovo. La Rete mira infatti a porsi come punto di riferimento per il conseguimento degli obiettivi connessi alla TRANSIZIONE ECOLOGICA, combinando obiettivi sociali, obiettivi economici e obiettivi ambientali. Un vero cambiamento nell’ottica della transizione ecologica conseguirsi soltanto potrà attraverso infatti la maturazione e la consapevolezza del legame che unisce solidarietà ed ecologia, superando l’approccio antropocentrico e puntando, di contro, ad un approccio sistemico che permetta di affrontare i problemi ambientali in stretta connessione con le implicazioni economiche e culturali che ne derivano. La finalità della Rete è quindi quella di favorire il passaggio ad un nuovo modello di società fondato su un uso consapevole delle risorse, generando così un rinnovato modello di sviluppo che azzeri i conflitti tra le generazioni.
Obiettivi: Diritti, doveri, comportamenti istituzionali, personali, di comunità quotidiana, responsabilità, partecipazione Orientamento continuo e senso delle sfide e dei traguardi di equità e sostenibilità sociale, economica e ambientale Bilancio delle abilità, apprendimento delle conoscenze, acquisizione delle competenze dei profili e dei quadri dinamici ambientali ed energetici Trasversalità, multi- pluri- inter- transdisciplinarità Identità personale e digitale, buone pratiche, ricerca e sviluppo eco-sostenibile, economia circolare, eccellenza Discipline della continuità civica, stem, scienze integrate, scienze applicate, tecnologie Curiositas, consapevolezza critica, rispetto della vita, interesse alla salvaguardia, conservazione, miglioramento e tutela, benessere personale ed animale
Azioni previste: dialogo con gli enti locali; – organizzazione di attività formative per stimolare e indurre le comunità a comportamenti virtuosi volti a convertire le abitudini e gli stili di vita; – attività di indirizzo per ristorazione, mense e vending biologico e sostenibile; – realizzazione di azioni formative indirizzate agli studenti/esse di ogni grado ed alle famiglie, con particolare attenzione alle diversabilità: Deficit motori, disprassie, deficit dell’attenzione, down, deficit mentali, psichici, deficit cognitivi, squilibri Abusati/e, disintossicazione, carcere, dipendenze, giovani a rischio, anziani, bambini, depressione, burn out, fragilità Deficit visivo, uditivo, stress, autismo Sindr alzheimer, demenza senile, malati terminali, paralisi – realizzazione di progetti e attività di educazione ambientale e di educazione alla ruralità; – implementazione delle attività di educazione civica, ambientale e digitale; – implementazione delle attività di educazione alimentare, alla salute e alla legalità; realizzazione di laboratori green: orti, aule all’aperto e spazi verdi nelle scuole; – implementazione delle aree verdi e degli orti per ogni ordine di scuole: Orti didattici, strumenti antichi per manualità grossolana, media, fine, finissima, meristematica, serre & tunnel, orti urbani per il relax e il riposo Orto_pedia protesica, aiuole rialzate, bancali, senso d’equilibrio, propriocezione, orti terapeutici ri_abilitativi, lab prassici, zapparefalciareconoscere, piedi nudi, Giardini botanici officinali, autonomia, ben d’essere, orti sociali di comunità, com alloggio, com famiglia, permacoltura, orti sinergici, lotta integrata, consociazione vegetativa, metodo Fukuoka, Kokedama Giardini sensoriali, emozionali, abbraccio veg, cromoterapia, giardini d’inverno, orangerie, giardini ludici, leggerepensare, gioco & sport Giardini edu_terapeutici, segreti, giardini (ri)abilitativi, spirituali curativi, passeggio, aroma_terapia, giardini ornamentali, cognitivi zen Giardini fisico_terapeutici, healing, zoning sensoriale, vistauditoolfattogustotatto Realtà aumentata, virtuale, immersiva, segnalamento, Braille, artlab – promozione dell’istituzione di nuovi indirizzi volti a offrire nuovi sbocchi lavorativi compatibili con l’auspicata transizione ecologica, con particolare riguardo a settori quali: bio agricoltura, agricoltura di precisione e rigenerativa, economia circolare, chimica verde, bioeconomia, progettazione a zero emissioni, mobilità sostenibile, progettazione e lavorazione di materiali innovativi, ciclo di vita e riciclo dei materiali; – implementazione del rapporto tra scuola ed impresa nell’ottica della transizione ecologica e culturale; – costituzione di startup per l’introduzione di nuovi processi, in materia – a titolo esemplificativo – di: bio agricoltura, agricoltura di precisione e rigenerativa, economia circolare, chimica verde, coltivazioni in atmosfera controllata, concimazione carbonica, agricoltura idroponica, aeroponica, bioeconomia, progettazione a zero emissioni, mobilità sostenibile, progettazione e lavorazione di materiali innovativi, ciclo di vita e riciclo dei materiali; – partecipazione a bandi pubblici e privati per il finanziamento delle superiori attività in argomento.
Green_lab: la sperimentazione scientifica e lo sviluppo concreto di coltivazioni fuori_suolo e/o in ambiente controllato o completamente comandato hanno riguardato negli ultimi decenni alcuni particolari segmenti commerciali dell’alimentazione e del non food. L’ottimizzazione delle lunghezze d’onda delle sorgenti led rispetto alle strutture cloro_plastiche, i miglioramenti nella programmazione, anche da remoto, del micro_clima e delle sostanze fito_stimolanti ci hanno consigliato alcuni passi avanti significativi. La prima installazione completata e collaudata dalla nostra compagine benefit sta vedendo proprio in queste settimane la formazione del personale addetto alla ricerca, alla didattica e allo sviluppo produttivo su scala sperimentale. All’interno e immediatamente a margine dell’esperienza ASK NOT WHAT YOUR EARTH propongono due scale dimensionali notevolmente differenziate, 40 ft di container contro qualche m2 di ripiani, ma secondo il nostro mantra ‘la miglior tecnologia per la miglior qualità ambientale’ e del ciclo alimentare, si sottolinea quindi la costruzione dei contenitori in alluminio riutilizzabile, una regolazione micro_metrica dei diffusori led a basso consumo e portatrice di un ridotto stress vegetativo, la successiva implementabilità con addizione di anidride carbonica, la taratura dei parametri climatici per ogni fase di crescita, l’assoluta ciclicità del veicolo liquido idroponico con un abbattimento assoluto della grey water footprint da reflui ed esponenziale rispetto alla blue water fp, irrigazione, un’inversione di paradigma tecnologico dai fito_farmaci: la fertilizzanti coltivazione e dai indoor controllata cancella infatti la trasmissibilità di fito_patologie ed i fertilizzanti stessi, sostituiti da sali e bio_stimolanti anch’essi di origine vegetale. L’installazione principale prescelta per questa esperienza educativa, confidenzialmente ‘vetrinetta’, ha dimensioni, ripiani e consumi del tutto paragonabili ad una normale dispensa / frigorifero in una cucina domestica e verrà collocata in uno storico istituto scolastico già assai noto, soprattutto negli ultimi anni, quale incubatore di ricerche e sviluppi green.
Learning by doing: senza andare a riprendere le buone pratiche di John Dewey e della Chicago University Laboratory School e l’auto_evidenza dell’imparare facendo di allora … cucinare, cucire … e della progressive education ne risulta e risalta l’efficacia didattica nelle migliori esperienze della scuola italiana per competenze di questi ultimi decenni e della sua nobilitante curvatura meta_cognitiva e neo_costruttivista / mentalista. Le filiere agro_didattiche dello scorso millennio, dissodamento, semina, bagnature, fertilizzazione, cura, raccolta vengono qui salientemente potenziate dalla stretta connessione tra transizione ecologica, transizione digitale poste su di uno sfondo integratore di transizione culturale. Gli studenti/esse si appropriano così di tempi più distesi che nella coltura in pieno campo, un ciclo indoor completo di microgreen / superfood può ridursi anche a soli 5 / 7 giorni naturali, e senz’altro più ‘umani’ del tempo del digitale, ma soprattutto in una permutabilità tra operazioni di manualità fine e finissima, meristematica, e di procedura osservazione / analisi / decisione / comando specifica di interventi parametrici, clima, idro_stimolanti, anche luci, da flussi remoto, validamente e potentemente formativa. E’ quasi inutile concludere osservando come la libertà d’insegnamento e della scelta tra gli stili di apprendimento viene esponenzialmente valorizzata dalla continua facoltà e scelta d’azione o da remoto, o digitale ma in presenza, o in concreta manualità e possa riverberarsi in libere applicazioni pienamente auto_gestite domestiche, in terrazzo, in vaso, in pieno campo orticolo.
Land_lab: è’ di pochissimo tempo fa, Pesaro 25 settembre, la sigla di un’alleanza della mobilità dolce’ tra 29 associazioni italiane. L’esperienza del citato nucleo di didattica ambientale nei decenni scorsi, di un consiglio di quartiere poco prima della costruzione dell’alta velocità/capacità ferroviaria ed del suo comitato tecnico, praticamente analogo al comitato tecnico pro, finalizzato e conseguito il recupero di una viciniore chiesa millenaria di campagna sfociavano quasi improvvisamente in tempo di pandemia in un’articolata riflessione sia retrospettiva, sia sulla futura progettazione di una mobilità dolce e di un’intermodalità slow a Nord della città, e non soltanto a Nord; nelle ultime settimane, in occasione del ritorno ad ancestrali festeggiamenti dei raccolti e alle visite di studenti/esse di tutte le età ad una cascina storicamente paradigmatica nel passato come nel presente, ci ponevamo di fronte ad una ricomposizione, in buona sostanza, dell’eterno mosaico umano e materiale città_campagna. Land_lab, come la land_art, viene necessariamente da più lontano di quanto percepito, da interiore/esteriore, uno integratore sfondo ed albeggiante 50 anni fa, che non ha alcuna intenzione di tramontare, ma non siamo qui a dipingerne landscape & portrait psichedelici e stucchevoli, suggestioni e sensi del pittoresco: i ragazzi e le ragazze di oggi ce lo confermano e al tempo stesso ce lo impediscono dalle piazze. L’abstract è chiaro: una vision dal basso che sta coinvolgendo il pianeta, l’unico che ASK NOT WHAT YOUR EARTH abbiamo, ma dal basso, anche della nostra pianura, dalle risaie, dalla rete di canali d’irrigazione, dai nostri fiumi, dalle strade bianche, dal calcestre, dai piccoli borghi e dalla città capoluogo riemerge un bisogno necessitante, forse più di uno. Il desiderio evidente di pedonalità, di movimento, di trekking, di cicli_città e monopattini, di ciclo_turismo e di ferro_ciclo, di ferrovie sospese ed abbandonate, una voglia ludica che intercetta un’impellenza lavorativa via l’altra, che una nuova vision della pianificazione leggera e sostenibile dei tempi e degli spazi può declinare sia, finalmente, coniugare. Land_lab intende porre con determinazione sia nel tempo scuola trans_disciplinare, sia nel tempo libero olisticamente vissuto sulle reti verdi e sulle emergenze urbane sia sul territorio della prima cintura una matura maglia semantica, morfologica e sintattica dei quadri paesistici, dei loro cicli vegetativi stagionali, delle significatività storiche, tecnologiche e sociali frammentate dalla terza rivoluzione industriale e dalla logistica invasiva: green_ & blue_way, sentieri storici, ciclovie bianche, alzaie e canali, risorgive e corpi idrici naturali, antropizzati e ri_naturalizzabili, colture tradizionali, beni culturali immateriali e antiche infrastrutture irrigue, molitorie, di trasformazione alimentare, alberature e borghi.
Beyond_food market: per un consistente periodo d’impegno pubblico improntavo le mie ricerche alle riflessioni della neuro_economics che sintetizzavo nell’istantanea ‘dal raccolto allo scaffale’ enfatizzando i percorsi emozionali intuiti da Amos Tversky e da Daniel Kahneman e che ulteriormente focalizzavo nel gesto del polso che ‘ghermisce’ appunto il prodotto dallo scaffale sperimentazioni sullo sfondo neuro_scientifiche delle e neuro_linguistiche degli ultimi decenni: ‘la mappa non è il territorio’. Big data e nuove abitudini in pandemia potrebbero aver cambiato molto. Il processo di decision making e di sottesa indagine della brain imaging, con tutto il portato di affettività, ansia, paure, conformità, in una parola l’approccio cognitivista e la sua evoluzione nel modello dei 4 quadranti già forse classificabile mentalistico: processo cognitivo, affettivo, automatico, emozionale puro, ci appare sbalzato fuori non tanto dai rinvigoriti neo_comportamentismi (analysis, education, advertising), pur protagonisti sulla scena odierna, ma dalla prevalenza di big data, che non naviga soltanto dentro occulti anfratti e nascosti complotti, ma è tesa a perimetrare, pesare e modellare la fattualità micro_economica all’istante: share of stomach, configurazione di un descrittore di riparto ‘statico’ dentro il budget familiare, share of wallet, tracciamento dinamico delle transazioni elettroniche de_materializzate, share of market, o comunque strutturazione e significazione dei flussi dal punto di osservazione dei marchi e degli andamenti dei brand. I sogni oligo_scientifici e le procedure reali della grande data mining e di medie società analitiche di casa nostra impattano oggi con l’estrema volatilità dei comportamenti d’acquisto: preparazione domestica dei cibi, delivery, locali pubblici. Nello specifico la linea che intendiamo seguire intreccerà la ASK NOT WHAT YOUR EARTH conformità / difformità degli impulsi e dei tracciati di decision making alimentare con il grande tema dello spreco e delle impronte carboniche e idriche rapportate a differenziate filiere modali, in speciale accezione sull’ultimo miglio del processo.
Circular_experience© Circular society ag nasce a Zug, cantone lacustre intorno a Zurigo, promette e si ripromettere un impatto significativo su reti sociali, imprese e persone di questo millennio verso la circolarità a partire dalla generazione Y, 1,7 Gpers, ribaltando, un po’ come noi, la vision da top>down a bottom up.
Accordo di rete per la costituzione di un POLO PER LA TRANSIZIONE ECOLOGICA ASK NOT WHAT YOUR EARTH CAN DO FOR YOU … Non chiedere cosa la tua terra possa fare per te, chiedi cosa puoi fare Tu per la Tua terra© (JFK 20.01.1961, remastered) • Percezione ambientale • Transizione ecologica e digitale • Continuità civica
Capoversi inclusivi & inclusibili
• DNSH (– non fare do not significant harm danni significativi), nonché 37% degli investimenti RRF (recovery & resilience facility), ovviamente alla transizione ecologica; secondo BAT (best available techniques) le attrezzature co_progettande contribuiscono, in via prudenziale, “in modo sostanziale” all’obiettivo ambientale (mitigazione climatica, sostenibilità idrica, economia circolare, prevenzione degli inquinamenti, ripristino delle biodiversità)
• Nel dettaglio le coltivazioni sperimentali idroponiche, indoor e fuori suolo riducono l’impatto ambientale, risparmiano energie e risorse idriche (~90-95%), ottimizzano i nutrienti di esclusiva derivazione minerale, annullano le sostanze chimiche cosiddette fito_sanitarie in particolare nelle vertical farm collaboranti tra irraggiamento solare naturale e led.
• La regolare produzione di micro_alghe all’interno di photo_bio_reactor fissa importanti quantità di CO2 pari al 50% di carbonio nella bio_massa prodotta, è indicata carbon neutral al 2035 (Jyväskylä University) e parallelamente sperimentata da fine 2020 dal maggior player nazionale nella città capoluogo del quadrante nord_orientale piemontese.
• I collettori termici, collettori photo_voltaici anche combinati, e la sperimentazione del loro ‘inseguimento’ completamente digitalizzato, automatico, semi_automatico e manuale alla radiazione solare naturale, già in fase applicativa nell’agro_voltaico, nonché la gestione degli accumulatori e dei flussi, vanno declinati quali veri e propri educational device a diversi gradi di complessità e competenza didattica, spostando il target ambientale come raggiungibile “in modo sostanziale” al 100% tendenziale (allegato VI R(UE) 2020/852); il protocollo in elaborazione (ombreggiamento, pulizia, invecchiamento, tensioni ottimali) riscontra le ricerche più affluenti di KIT (Karlsruher Institut für Technologie).
• (alleanza per le STE(A)M Alliance, le scienze, le tecnologie, le ingegnerie, (le arti), le matematiche) si trasla dalla percezione global nazionale ed europea (Cisco, Lego education, Lenovo, Microsoft et c.) alla dimensione ‘local’, trasversale innanzitutto alle generazioni (Z, Y-millennials, X, boomers), come appena formulato da studenti dell’ecumene didattica e rappresentativa del Nord-Est regionale, alleanza di discenti, docenti, presidi che si evolva in alleanza territoriale epistemica, post_urbana e della ruralità, manifatturiera e neo_alimentare, quindi con le medie, piccole e micro_imprese della ricerca, dello sviluppo, dell’applicazione produttiva circolare territoriale schierate contro il green_washing.
• Flipped_classroom, flipped_school, il termine, successivo ai fasti della peer_education e precedentemente del cooperative_learning, impreciso se osservato dall’esterno della koinè didattica, focalizza in sostanza il rovesciamento della programmazione temporale, i ‘compiti a casa’, esercizi applicativi della transizione digitale ed ecologica si espletano in lab 4.0 (ça va sans dire) con adeguate funzionalità automatiche (e NON automatiche) ed istituzionalizzate con opportuno mentoring & tutoring, mentre il tempo ‘domestico’ diviene tempo di ricerca e sviluppo, di acquisizione di co_conoscenze e loro co_costruzione tra pari, verso la produzione di materiali per la discussione, il co_consolidamento, il debate, il flipped time.
• Le esperienze perseguite negli ultimi anni a supporto di una specifica green education hanno palesato un primo sistema di punti di forza, di debolezza, di opportunità e di rischi della tecnologia 1962) aquaponics: in nature nothingh exists alone (Rachel Carson, : un’obiettiva efficacia del riciclo fosforico, zero pesticidi, bassi costi impianti produttivi anche se rudimentali o comunque in fase di sperimentazione, sfruttamento dei volumi edilizi e dei micro_climi, km0 sono i punti di forza; necessario approfondimento conoscitivo dei comportamenti ittici, vegetali e batterici, delicati bilanci termici, sostanziale nebulosità degli standard normativi i punti di rischio. Per le nove tecnologie hydroponics principalmente classificabili (ebb & flow, run to waste, deep water, to feed deer, rotary, static solution, continous flow, passive sub_irrigation, nutrient film NFT) indubbiamente i punti di forza sviluppati sin da sir Francis Bacon, XVI, poi dal tardo XIX fino al boom 80’s si confermano e consolidano nell’ultimo decennio: risparmio netto acqua, spazio, tempo, garanzia di varietà colturale, inclusione sociale, posti di lavoro. I punti di debolezza insorti vanno invece valutati esclusivamente e limitatamente in competizione con le sperimentazioni aeroponics/fogponics che qui ed ora ci sentiamo di sostenere a supporto educazionale globale e specifico STE(A)M e a contrasto attivo delle derive climalteranti: fabbisogno di acqua purissima, accuratezza progettuale ai carichi e alla manutenzione, in specie della chain nutritiva salina (Bim), contraddittorietà di regolamenti e permessi. La aeroponics/fog(atmo)ponics tecnologia (codificata da WM Artsikhovskij, 1911 e segg., la prima, W Carter, 1942 e segg. la seconda) ha nobili passati: l’alta pressione commercializzata 80’s, oggi privilegiata più bassa, le esperienze nello spazio extra_atmosferico soprattutto, i successi nei taleaggi più delicati; qui ed ora è compito che ci assumiamo riflettere e far riflettere sulla doppia potenzialità dell’ossigenazione continua degli apparati radicali, obiettivamente più sicura e più efficace e profondamente più ‘dolce’ nelle fasi di prima germinazione e quando combinata alla concimazione salina, eventualmente carbonica, aggiunta in un veicolo atmosferico caldo/umido nelle fasi programmate.
– Critical thinking (pensiero critico) – Communication (comunicazione)
– Collaboration (collaborazione) – Creativity (creatività) 2024
Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei prevede che gli studenti, al termine del percorso, siano “consapevoli della diversità dei metodi utilizzati dai vari ambiti disciplinari” e che siano in grado di “valutare i criteri di affidabilità dei risultati in essi raggiunti per compiere le necessarie interconnessioni tra i metodi e i contenuti delle singole discipline”.
Anche le Linee guida per gli istituti tecnici intendono il sapere come “un laboratorio di giovani costruzione del futuro, capace di trasmettere la curiosità, il fascino dell’immaginazione e il gusto della ricerca, del costruire insieme dei prodotti, di proiettare nel futuro il proprio impegno professionale per una piena realizzazione sul piano culturale, umano e sociale”, con una forte connotazione per il “lavoro per progetti”.
Gli istituti professionali si propongono, infine, di “includere nella didattica ordinaria attività in grado di suscitare l’intelligenza pratica, (…) intuitiva, riflessiva ed argomentativa, ricorrendo ad esempio a tecniche quali il lavoro di gruppo, l’educazione tra pari, il problem solving, il laboratorio su compiti reali, il project work…”
Laboratorialità e learning by doing L’apprendimento esperienziale, attraverso attività pratiche e laboratoriali, è un modo efficace per favorire l’apprendimento delle discipline STEM. Il coinvolgimento in attività pratiche e progetti consente di porre gli studenti al centro del processo di apprendimento, favorendo un approccio collaborativo alla risoluzione di problemi concreti. Questo approccio, inoltre, aiuta gli studenti a riflettere sul proprio processo di apprendimento, stimolandoli a identificare le proprie strategie di apprendimento, a individuare eventuali difficoltà, ad applicare strategie volte a sviluppare la consapevolezza delle proprie abilità e del proprio progresso. Problem solving e metodo induttivo Lo sviluppo delle competenze di problem solving è essenziale per le discipline STEM se promosso attraverso attività che mettano gli studenti di fronte a problemi reali e li sfidino a trovare soluzioni innovative. Il metodo induttivo, che parte dall’osservazione dei fatti e conduce alla formulazione di ipotesi e teorie, è un approccio efficace per lo sviluppo del pensiero critico e creativo. L’apprendimento basato sul problem solving e su sfide progettuali consente agli studenti di sviluppare competenze pratiche e cognitive attraverso l’elaborazione di un progetto concreto. Gli studenti possono identificare un problema, pianificare, implementare e valutare soluzioni, sviluppando così una comprensione approfondita dei concetti e delle abilità coinvolte. Inoltre, stabilire collegamenti con il mondo reale può rendere l’apprendimento più significativo e coinvolgente. E proprio la matematica, come disciplina che consente di comprendere e costruire la realtà, sostiene lo sviluppo del pensiero logico fornendo gli strumenti necessari per la descrizione e la comprensione del mondo e per la risoluzione dei problemi. Attivazione dell’intelligenza sintetica e creativa L’osservazione dei fenomeni, la proposta di ipotesi e la verifica sperimentale della loro attendibilità possono consentire agli studenti di apprezzare le proprie capacità operative e di verificare sul campo quelle di sintesi. In questo modo si incoraggiano gli studenti a diventare autonomi nell’apprendimento favorendo lo sviluppo di competenze trasversali come la gestione del tempo e la ricerca indipendente. Ciò può essere facilitato fornendo opportunità per l’autovalutazione, la pianificazione individuale e la scelta di attività di apprendimento in base agli interessi e alle preferenze degli studenti. La ricerca di soluzioni innovative a problemi reali stimola il ragionamento attraverso la scomposizione e ricomposizione dei dati e delle informazioni e, specialmente quando la situazione può essere inquadrata sotto una molteplicità di punti di vista e non presenta soluzioni univoche, attiva il pensiero divergente, favorendo lo sviluppo della creatività.
Organizzazione di gruppi di lavoro per l’apprendimento cooperativo Il lavoro di gruppo, dove ciascun studente assume specifici ruoli, compiti e responsabilità, personali e collettive, consente di valorizzare la capacità di comunicare e prendere decisioni, di individuare scenari, di ipotizzare soluzioni voche o alternative. Promuovere l’apprendimento tra pari, in cui gli studenti si insegnano reciprocamente, è un’efficace strategia didattica. Gli studenti possono così lavorare in coppie o gruppi per spiegare concetti, risolvere problemi insieme e offrire supporto reciproco, favorendo così l’apprendimento collaborativo condivisione delle conoscenze.
Promozione del pensiero critico nella società digitale L’utilizzo di risorse digitali interattive, come simulazioni, giochi didattici o piattaforme di apprendimento online, può arricchire l’esperienza di apprendimento degli studenti. Queste risorse offrono spazi di esplorazione, sperimentazione e applicazione delle conoscenze, rendendo l’apprendimento più coinvolgente e accessibile. L’utilizzo delle nuove tecnologie non deve essere però subìto ma governato dal sistema scolastico. Deve essere mirato ad incentivare gli studenti a sviluppare il pensiero critico al fine di diventare cittadini digitali consapevoli. La creazione di un pensiero critico può essere incoraggiata attraverso attività che richiedono la raccolta, l’interpretazione e la valutazione dei dati, nonché la capacità di formulare argomentazioni basate su prove scientifiche.
Adozione di metodologie didattiche innovative Per sviluppare la curiosità e la partecipazione attiva degli studenti, la scuola dovrebbe superare i modelli trasmissivi, ricorrendo anche alle tecnologie, adottando una didattica attiva che pone gli studenti in situazioni reali che consentono di apprendere, operare, di cogliere i cambiamenti, correggere i propri errori, supportare le proprie argomentazioni. La diffusione delle migliori esperienze attuate negli ultimi anni incentiva il processo di trasformazione della didattica, soprattutto per l’approccio integrato alle discipline STEM.
Promuovere la realizzazione di attività pratiche e di laboratorio. L’acquisizione di competenze tecniche specifiche attraverso l’utilizzo di strumenti e attrezzature, considerata la dimensione costitutiva delle discipline STEM, si realizza individuando attività sperimentali particolarmente significative che possono essere svolte in laboratorio, in classe o “sul campo”. Tali attività sono da privilegiare rispetto ad altre puramente teoriche o mnemoniche.
Utilizzare metodologie attive e collaborative Con il lavoro di gruppo, il problem solving, la ricerca guidata, il dibattito, la cooperazione con gli altri studenti, si favorisce l’acquisizione del metodo sperimentale, dove “l’esperimento è inteso come interrogazione ragionata dei fenomeni naturali, analisi critica dei dati e dell’affidabilità di un processo di misura, costruzione e/o validazione di modelli”.
Favorire la costruzione di conoscenze attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici e informatici. Un uso appropriato, critico e ragionato degli strumenti tecnologici ed informatici favorisce l’apprendimento significativo laddove tali sostengono processi strumenti cognitivi quali investigare, esplorare, progettare, costruire modelli e richiedono agli studenti di riflettere e rielaborare le informazioni per costruire, in gruppo, nuove conoscenze, abilità e competenze. Promuovere attività che affrontino questioni e problemi di natura applicativa. In questo modo è possibile far emergere, anche con riferimento alla futura vita sociale e lavorativa degli studenti, i collegamenti tra le competenze di natura prevalentemente tecnica e tecnologica, propria dei vari indirizzi e percorsi, e le conoscenze e abilità connesse agli assi matematico e scientifico-tecnologico.
Utilizzare metodologie didattiche per un apprendimento di tipo induttivo. Attraverso esperienze di laboratorio o in contesti operativi, si consente agli studenti di analizzare problemi, trovare soluzioni, realizzare e gestire progetti. Si può, così, intercettare l’evoluzione del fabbisogno di competenze che emerge dalle richieste del mondo del lavoro offrendo possibili risposte alle nuove necessità occupazionali.
Realizzare attività di PCTO nell’ambito STEM: La realizzazione di percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento in contesti scientifici e tecnologici rende significativo il raccordo tra competenze trasversali e competenze tecnico professionali. Si possono offrire agli studenti reali possibilità di sperimentare interessi, valorizzare stili di apprendimento e facilitare la partecipazione autonoma e responsabile ad attività formative nell’incontro con realtà innovative del mondo professionale.
e_STE(A)M©
• percezione ambientale, transizione ecologica digitale, educativa; continuità civica
• alleanza educativa intra_ ed extra_accademica, anche, e salientemente, alleanza multi_ pluri_generazionale trans_ inter_ finalizzata all’intervento ambientale immersivo ed intensivo individuale/famigliare/di comunità/local/global come procedura scientifica quanto etica di contaminazione e circolarità educativa hard science/human science verso il possesso ed il dominio delle competenze soft skill perimetrate per aree e temi, ambiti disciplinari e connessioni;
• multi_disciplinarità trans_disciplinarità inter_disciplinarità, e connessa, trasversalità, pluri_disciplinarità, cooperative learning (dai primi anni ’80 …) integrate;
• evoluzione dell’approccio socratico verso una sperimentazione continua e circolare in agro educandi del/i metodo/i scientifico/i, della sua/loro storia, dell’odierna indeterminatezza e crisi (G. Galilei, Erlanger Programm, disconferma di K. Popper, K. Gödel, un recentemente compianto Giulio Giorello) una cruciale ri_appropriazione docente e studente dello scenario organizzativo connaturante delle hard science (chem, phis, bio, math): oggettività laboratoriale affidabilità, verificabilità;
• allontanamento dal replicabilità, meccanismo trasmissivo spiegazione/interrogazione/voto sentieri di verso carriera/successo/merito formativo centrati sulla circolarità uomo/macchina > individuo/team/device entro una serena, quanto in alcun modo non più eludibile progettazione e gestione della complessità come ri_conquista metodologica quanto creativa delle soft science (neuro_, social_, economics) anche attraverso partner professionali sperimentati e sperimentanti nell’ATS, associazione di cui sopra;
• critical thinking, communication, collaboration, creativity, integrazione e rafforzamento dei risultati conoscitivi estratti dall’osservazione e dalla riflessione sulla percezione e appercezione individuale entro i termini di strategie d’apprendimento per contaminazione di abilità verso competenze trasversali spendibili nel ed in altri contesti metodo spinoziano deduttivo/induttivo per la matematica del cittadino (non esistono bambini stonati, non esistono bambini che non comprendano la matematica) e per la matematica nel contesto e nell’ambiente (contestualizzazione problem solving, intervento, azzardo intraprenditivo); formulativo;
• istruzione di qualità, osservazione > formulazione > astrazione > applicazione per fare sintesi intellettiva come ritorno;
• protagonismo studentesco, investigazione e interrogazione galileiana della natura inquiry based learning, esplorazione problem based learning, co_progettazione design thinking, co_costruzione learning by doing;
• valutazione e auto_valutazione ricorsive, formative, orientative e ri_orientative quale gestione intenzionale protocollare delle prima inclinazioni, che delle eccellenze, dei talenti, dell’inclusione come sistema ben temperato di compiti e prove autentiche radicate in un bilancio dinamico delle esperienze pregresse e maturate e sulla ‘naturale’ qualificazione osservativa, propensione e alla ri_qualificazione percettiva, applicativa e tecnologica dei post_adolescenti e degli adulti in istruzione e formazione.
Non-dangerous Methods
Transversal skills
Cooperative learning
Critical thinking
Problem solving
Inquiry based learning
Problem based learning
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