Il suolo è una risorsa vitale, limitata, non rinnovabile e insostituibile.
Un suolo sano costituisce la base essenziale dell’economia, della società e dell’ambiente, in quanto produce alimenti, accresce la nostra resistenza ai cambiamenti climatici, agli eventi meteorologici estremi, alla siccità e alle inondazioni e favorisce il nostro benessere. Riesce inoltre ad immagazzinare carbonio, ha una maggiore capacità di assorbire, conservare e filtrare l’acqua e fornisce servizi vitali come alimenti sicuri e nutrienti e biomassa per i settori non alimentari della bioeconomia. (Commissione Europea, 2023)
Troppo pochi sanno che il nostro futuro dipende dallo strato sottile che si estende sotto i nostri piedi. Il suolo e la moltitudine di organismi che in esso vivono ci forniscono cibo, biomassa, fibre e materie prime, regolano i cicli dell’acqua, del carbonio e dei nutrienti e rendono possibile la vita sulla terra. (Commissione Europea, 2021)
Il suolo è, infatti, una risorsa finita che, visti i tempi estremamente lunghi di formazione, si può ritenere sostanzialmente non rinnovabile: occorrono migliaia di anni per produrre pochi centimetri di questo tappeto magico. (Commissione Europea, 2021)

La tutela del patrimonio paesaggistico, ambientale e naturale è un tema prioritario a cui richiama l’Europa, rafforzato dal Green Deal, dalla Legge per il ripristino della natura, dalla Strategia europea per il suolo per il 2030 e dalla proposta di direttiva europea per il monitoraggio e la resilienza del suolo.
Minimizzare gli interventi di artificializzazione ed aumentare il ripristino naturale delle aree maggiormente compromesse rappresenta un obiettivo chiave verso l’arresto di consumo del suolo. Questo consentirebbe all’Europa di entrare in possesso di strumenti per affrontare le grandi sfide poste dai cambiamenti climatici, dal dissesto idrogeologico all’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, dal diffuso degrado del territorio, del paesaggio e dell’ecosistema alla perdita di biodiversità.
I recenti monitoraggi, al contrario, confermano un inarrestabile aumento del consumo del territorio in aree periurbane ed urbane, in cui si rileva un significativo incremento delle superfici artificiali, della densità del costruito e di spazi destinati alla logistica.
Tutto ciò avviene a discapito delle regioni agricole e naturali, con la conseguente perdita di servizi ecosistemici che un suolo sano sarebbe in grado di offrire.
In tutta l’UE l’uso indiscriminato delle risorse sta mettendo in serio pericolo la salute umana, l’ambiente, il clima, l’economia e la società perché incide, tra l’altro, sulla sicurezza alimentare, sulla qualità dell’acqua, sull’entità delle inondazioni e della siccità, sulla produzione di biomassa, sulla possibilità di assorbire CO2, di regolare i flussi idrici, di fornire supporto e sostentamento per la componente biotica dell’ecosistema e sulle emissioni di carbonio.
L’impermeabilizzazione rappresenta la principale causa di degrado del suolo in Europa, comporta un rischio accresciuto di inondazioni, contribuisce ai cambiamenti climatici, minaccia la biodiversità, provoca la perdita di terreni agricoli fertili e aree naturali e seminaturali, contribuisce insieme alla diffusione urbana alla progressiva e sistematica distruzione del paesaggio, soprattutto rurale e alla perdita delle capacità di regolazione dei cicli naturali e di mitigazione degli effetti termici locali.(Commissione Europea, 2012)
I fenomeni di trasformazione del territorio agricolo e naturale in aree artificiali hanno registrato negli ultimi anni un ritmo non sostenibile, legato anche all’assenza di interventi normativi governativi efficaci o all’attesa della loro attuazione e definizione in un quadro di indirizzo omogeneo a livello nazionale. Un consistente contenimento del consumo di suolo, per raggiungere presto l’obiettivo europeo del suo azzeramento, è la premessa, quindi, per garantire una ripresa sostenibile dei nostri territori attraverso la promozione del capitale naturale e del paesaggio, la riqualificazione e la rigenerazione urbana e l’edilizia di qualità, oltre al riuso delle aree contaminate o dismesse.
Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile definiti dall’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite prevedono di raggiungere la neutralità del territorio (Land Degradation Neutrality – LDN) e di rendere le città più inclusive, sicure, resilienti e sostenibili entro il 2030.
La prospettiva della nuova strategia è inoltre di avere, entro il 2050, tutti gli ecosistemi dei suoli dell’UE in buona salute. Per questo, sono ritenuti necessari cambiamenti molto profondi nel corso dell’attuale decennio e vengono definiti obiettivi di medio termine e di lungo periodo.
La Commissione Europea ha determinato un preciso ordine di priorità da seguire per raggiungere l’obiettivo di azzeramento del consumo di suolo:
• evitare il consumo e l’impermeabilizzazione del suolo;
• in caso di nuove necessità, riutilizzare terreni già consumati e impermeabilizzati;
• se non è possibile evitare il consumo e l’impermeabilizzazione del suolo, utilizzare aree già degradate;
• infine, solo per interventi assolutamente inevitabili, applicare misure di mitigazione per ridurre al minimo la perdita di servizi ecosistemici e per la loro compensazione attraverso interventi come la rinaturalizzazione di una superficie con qualità e funzione ecologica equivalente.
Il consumo di suolo netto è valutato attraverso il bilancio tra il consumo di suolo e l’aumento di superfici agricole, naturali e seminaturali dovuto a interventi di recupero, demolizione, deimpermeabilizzazione, rinaturalizzazione o altro. (Commissione Europea, 2012
Gli obiettivi di medio termine, da raggiungere entro il 2030 sono:
• combattere la desertificazione
• ripristinare le terre degradate, comprese quelle colpite da desertificazione, siccità e inondazioni
• battersi per ottenere un mondo privo di degrado del suolo
• ripristinare vaste superfici di ecosistemi degradati
• raggiungere un assorbimento netto dei gas a effetto serra pari a 310 milioni di tonnellate di CO2 equivalente all’anno a livello di UE per il settore dell’uso del suolo, del cambiamento di uso del suolo e della silvicoltura
• ottenere buone condizioni ecologiche e chimiche nelle acque di superficie e buone condizioni chimiche e quantitative nelle acque sotterranee entro il 2027
• ridurre la perdita di nutrienti di almeno il 50%, l’uso generale e il rischio derivante dai pesticidi chimici del 50% e l’uso dei pesticidi più pericolosi del 50% entro il 2030
• realizzare progressi significativi nella bonifica dei suoli contaminati
Gli obiettivi di lungo periodo, da raggiungere entro il 2050 sono:
• perseguire un consumo netto di suolo pari a zero
• ridurre l’inquinamento del suolo a livelli non più considerati nocivi per la salute umana e per gli ecosistemi naturali e rimanere entro limiti che il nostro pianeta può sostenere, così da creare un ambiente privo di sostanze tossiche
• conseguire la neutralità climatica in Europa e, come primo passo, mirare a raggiungere la neutralità climatica basata sul suolo nell’UE entro il 2035
• conseguire una società resiliente ai cambiamenti climatici nell’UE, pienamente adattata ai loro inevitabili effetti. Le azioni relative al suolo e al territorio sono prioritarie anche a livello globale
• A livello nazionale, con la promulgazione della Legge costituzionale 11 febbraio 2022 n. 1 (G.U. n. 44 del 22 febbraio) il Parlamento italiano ha compiuto un’importante innovazione normativa che introduce due diverse modifiche alla Carta costituzionale: •all’articolo 9, inserisce tra i principi fondamentali un nuovo comma volto alla tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni e pone sotto la legislazione dello Stato la tutela degli animali
• all’articolo 41, inserisce tra i diritti e doveri dei cittadini nell’ambito della libera iniziativa economica privata al comma 2 la previsione di svolgersi in modo da non arrecare danno alla salute e all’ambiente e, al comma 3 che sia indirizzata e coordinata, oltre ai già previsti fini sociali, anche ai fini ambientali.
Nel 2021 il Ministero della Transizione Ecologica ha avviato il processo di definizione della nuova Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030, adottata con il Decreto n. 252 del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica il 3 agosto 2023. Il nuovo documento strategico nazionale, in coerenza con gli obiettivi della Strategia Europea per la Biodiversità al 2030, inquadra ed orienta le possibilità di trasformazione e di sviluppo del territorio al fine di garantire l’adeguamento degli strumenti urbanistici e l’adozione di tecniche di ripristino, di recupero e di de-impermeabilizzazione del suolo. Nell’ambito del progetto europeo Soil4Life inoltre, è stata pubblicata, a cura di ISPRA e degli Osservatori sul monitoraggio del consumo di suolo e sulla pianificazione sostenibile del territorio delle Regioni e Province autonome e con il contributo di ERSAF, Legambiente, Roma Capitale e Politecnico di Milano, la Carta nazionale dei principi sull’uso sostenibile del suolo (ISPRA, 2021). Vi hanno aderito sul piano tecnico 15 Osservatori delle Regioni e Province autonome e diversi Comuni. La Carta nazionale dei principi sull’uso sostenibile del suolo promuove l’obiettivo di favorire la convivenza tra le attività umane e i sistemi naturali e tiene in considerazione quanto riportato nella Risoluzione del Parlamento Europeo sulla protezione del suolo (2021/2548 RSP) e nella Strategia europea per il suolo per il 2030 (SWD 2021 323 final). Intende inoltre definire i principi fondamentali per affrontare e ridurre il degrado del suolo e la perdita delle funzioni dei sistemi naturali, agendo sulle principali attività umane che li impattano e indicando la strada della sostenibilità, in particolare nel governo del territorio e nella programmazione e pianificazione territoriale ed urbanistica delle aree urbane e peri-urbane, nell’agricoltura, nella gestione forestale e nella gestione integrata delle acque e dei suoli.
I principi che devono guidare l’azione politica, amministrativa, di gestione pubblica e privata per l’uso sostenibile del suolo sono:
• Attenzione prioritaria al suolo nelle politiche di governo del territorio
• Necessità di un monitoraggio integrato dello stato del suolo e del relativo consumo
• Necessità di integrazione di politiche, piani e programmi a livello nazionale e locale
• Coerenza degli strumenti attuativi
• Promozione della formazione e dell’informazione
GREEN FORTITUDO ED IL CONSUMO DEL SUOLO
In qualità di società benefit, ai sensi e per gli effetti della legge 28 dicembre 2015, articolo unico, commi 376-384 (di qui in avanti legge di stabilità 2016), Green Fortitudo intende perseguire una o più finalitàdi beneficio comune e operare in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attivitàculturali e sociali, enti e associazioni ed altri portatori di interesse.
Nel proprio operato la società rispetta, applica e diffonde i principi e le metodologie per la sostenibilità collegati al “framework for strategicsustainable development” (fssd) e di “backcasting da principi di sostenibilità e si propone di diventare un modello di riferimento per l’applicazione e la diffusione degli stessi nel campo dell’innovazione e dello sviluppo.
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